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La Tecnologia B.E.F.E.C. ®

Questa esposizione ha lo scopo di illustrare la complessità delle relazioni e dei processi chimico – fisici che sono all’origine del fenomeno della risalita elettrolitica di umidità nei manufatti al fine di far comprendere perché sia impossibile annullarlo con prodotti che sono stati studiati solo per intervenire sugli effetti, lasciandone perfettamente operanti le cause, come quelli specifici per l’edilizia o per contrastarne, senza riuscirci che in parte, la componente elettrolitica, come gli elettrosmotici. Qui viene spiegato perchè il B.E.F.E.C.® System, mediante l’interferenza e la risonanza, dunque utilizzando opportunamente gli stessi principi che sono alla base dell’instaurarsi della risalita per annullarla, ottiene in modo permanente il risultato desiderato. 

Le proprietà chimico – fisiche dell’acqua

L’acqua, è presente nella maggior parte dei corpi, siano essi di natura organica che inorganica e la sua molecola, essendo fortemente polare, tende ad orientarsi in funzione dei campi elettrostatici ed elettromagnetici indotti.

L’ambiente, sia esso naturale o artificiale (edifici), è pervaso continuamente da onde elettromagnetiche provenienti dal sottosuolo (prodotte dal campo magnetico terrestre e dal decadimento radioattivo presente all’interno delle rocce) e dal cosmo (filtrate e riflesse parzialmente dall’atmosfera), che sono in grado di polarizzare le molecole d’acqua, sia all’esterno che all’interno dei corpi.

Il legame idrogeno

E’ un legame intermolecolare di natura elettrostatica relativamente forte, che si instaura tra l’idrogeno (H) e un atomo elettronegativo di una molecola contigua (come l’ossigeno O). Questo legame determina un abbassamento energetico che provoca una ridistribuzione più favorevole della densità elettronica, per cui si origina un’attrazione intermolecolare ed un’orientazione (polarizzazione) delle molecole stesse, in funzione della temperatura e delle forze elettromagnetiche inducenti.

Il legame idrogeno è responsabile della coesione e della tensione superficiale di un composto e permette allo stesso di non evaporare con facilità e di cristallizzare a temperature non eccessivamente basse. Il composto per eccellenza, legato a questo fenomeno, è, appunto, l’acqua, che è presente, come già detto, in diversa concentrazione e stati fisici, nella gran parte dei corpi.

Se non ci fosse il legame idrogeno inoltre, la vita stessa non potrebbe esistere, perché proprio attraverso di esso si sviluppa il DNA, legando tra loro i filamenti a doppia elica.

Capillarità

Grazie al legame idrogeno, l’acqua possiede una forza di coesione (che in superficie si esplica come tensione superficiale) che, nel caso essa venga in contatto con superfici che la separano da un materiale diverso, instaura forze opposte di adesione le quali, se si verificano in condotte sottili, portano all’insorgere di un processo di risalita del liquido in grado di contrastare la forza di gravità ed il principio dei vasi comunicanti. La differenza di potenziale elettrico e di temperatura che si producono tra il terreno e la parte più alta di un edificio, possono intensificare localmente la capacità di adesione e quindi di risalita dell’acqua

Soluzioni elettrolitiche

L’acqua perfettamente distillata è elettronicamente isolante, tuttavia basta una piccolissima quantità di ioni disciolti a permettere la conduzione di cariche elettriche. L’umidità all’interno delle murature si manifesta attraverso la risalita per capillarità di fluidi salini fortemente conduttori i quali, di conseguenza, sono fortemente ricettivi alle correnti elettriche ed alle onde elettromagnetiche. Le aree maggiormente esposte a cariche elettriche vaganti sono quelle poste in prossimità di tralicci d’alta tensione, di ferrovie, ecc., ove gli edifici sono sottoposti a reazioni elettrolitiche accelerate con dissociazione dei materiali metallici ad opera di correnti elettriche indotte, con evidente indebolimento delle strutture portanti.

Le onde elettromagnetiche provenienti dal campo magnetico terrestre (C.M.T.)

Il campo magnetico terrestre è il prodotto di una complessa risultante di fenomeni fisici e presenta una componente polare prevalente (94 %) e diverse non polari secondarie (quadripolari o multipolari) ed è verosimilmente determinato in gran parte dal movimento di cariche elettriche all’interno del nucleo esterno della Terra; perl’1% il campo magnetico terrestre ha origine esterna al pianeta ed è determinato dall’irraggiamento solare e lunare (con strati ionizzati compresi tra i 50 ed i 400 Km di altezza). Il campo magnetostatico della Terra è assimilabile, per semplicità di analisi, ad un dipolo con linee di forza che escono dal polo sud magnetico ed entrano nel polo nord magnetico secondo un modello descrivibile in gran parte attraverso le equazioni di Maxwell; le linee di forza sono parallele alla superficie terrestre solo in prossimità delle aree tropicali – equatoriali ed assumono una componente obliqua alle medie-alte latitudini, per divenire verticali in prossimità dei poli. In realtà, il campo magnetico terrestre è molto più complesso ed è tuttora in fase di studio da parte della comunità scientifica; si ritiene che si generi per circolazione di correnti elettriche nel nucleo esterno liquido, composto principalmente da Fe e Ni e che il modello fisico che lo produca sia quello di una dinamo auto-eccitata, chiamata anche idromagnetica: un campo magnetico già esistente crea cariche elettriche che a loro volta rafforzano lo stesso campo magnetico inducente. Il nucleo esterno, inoltre, a differenza del mantello, non ruota in modo omogeneo, ma a causa della propria fluidità, in esso si creano diversi strati differenziali con velocità decrescente con la profondità

Questo fenomeno, oltre a determinare la deriva occidentale (opposta alla rotazione terrestre) del campo magnetico non dipolare, crea dei flussi longitudinali non stazionari, con velocità di 0,1 cm/s, con creazione di un campo magnetico toroidale non rilevabile facilmente in superficie per mascheramento da parte del campo magnetico poloidale o meridiano, cioè da quello rilevabile in superficie.

Inoltre all’interno della litosfera, principalmente nella crosta terrestre, a causa delle frequenti anisotropie petrologiche delle masse rocciose, si instaurano localmente diverse anomalie magnetiche dovute alla presenza di minerali ferromagnetici o a masse rocciose con magnetizzazione residua (cioè impostate secondo il C.M.T. di epoche geologiche precedenti).

A differenza del campo magnetico dipolare terrestre, le anomalie magnetiche vengono interpretate sia come dipoli che come monopoli, in funzione della forma geometrica perturbante e vengono misurate e calcolate come se il campo magnetico esterno fosse verticale (situazione polare). L’intensità del campo magnetico decade secondo il cubo della distanza e, perciò, l’anomalia magnetica diviene significativa solo in funzione della massa perturbante, se posta ad una certa vicinanza della superficie topografica ; ne consegue che, localmente, si possano determinare, sulla superficie terrestre, campi magnetici con significative differenze rispetto al campo magnetico generale, in grado da incrementare la capillarità.

Le onde elettromagnetiche consistenti in radiazioni cosmiche e terrestri

La superficie terrestre è colpita continuamente da radiazioni, dunque ancora da onde, sia dirette che riflesse, sia ionizzanti sia non ionizzanti, che riescono a superare il campo magnetico terrestre ed a penetrare nell’atmosfera. Anche se non è possibile stabilire con esattezza il tipo di influenza che esse possono determinare sui fluidi all’interno delle murature, trattandosi, pur sempre, di onde elettromagnetiche, un certo grado di polarizzazione è, senza dubbio, ipotizzabile, anche in questo caso. In modo altrettanto significativo, le radiazioni prodotte dal decadimento radioattivo di elementi all’interno della crosta terrestre, possono localmente creare delle interferenze costruttive sulla polarizzazione delle molecole d’acqua.

L’analogia con la fisica acustica

Per capire meglio il fenomeno, analogamente a quanto accade per il resto della fisica quantistica, si può fare riferimento ai principi che regolano la propagazione e la generazione delle onde acustiche. Tranne pochissime eccezioni, gli eventi vibrazionali non sono rappresentati da un solo fenomeno oscillatorio ma sono la risultante di innumerevoli onde generate in rapporto intero tra loro. Una sorgente sonora (ad esempio una corda di una chitarra), durante il suo movimento vibratorio produce contemporaneamente diverse frequenze, dunque, diverse onde, in quanto, ad entrare in vibrazione, non è solo l’oggetto nella sua interezza, ma lo sono anche parti di esso, che dovranno essere necessariamente frazioni intere dello stesso. Di conseguenza avremo la generazione di uno sciame simultaneo di onde in rapporto intero con quella con il periodo maggiore, cioè con quella emessa dall’oggetto nella sua interezza e chiamata onda fondamentale. Ogni onda emessa risulterà avere una frequenza multipla della fondamentale e verrà chiamata armonica. In funzione dell’energia della sorgente si produrranno un numero di armoniche maggiore o meglio le armoniche ad alta frequenza avranno un’ampiezza rilevabile e percepibile A seconda del tipo di oggetto-sorgente, alcune armoniche vengono amplificate rispetto ad altre ed è da questo fenomeno che il nostro orecchio è in grado di capire se la stessa nota viene emessa da una chitarra o da un pianoforte. Nell’ambito della fisica acustica è noto il fenomeno della risonanza, ovvero il fenomeno per il quale un oggetto investito dalle onde è in grado a sua volta di emettere le stesse frequenze inducenti. Perché avvenga questo fenomeno, l’oggetto in questione deve, naturalmente, avere le caratteristiche fisiche per vibrare in modo analogo alla sorgente. Se l’oggetto ricevente ha caratteristiche fisiche differenti dalla sorgente, è chiaro che la risonanza avverrà solo per le frequenze potenzialmente possedute dall’oggetto.
Se la risonanza avviene in uno spazio aperto, l’energia viene dissipata facilmente per dispersione ma, se avviene in un ambiente chiuso, si possono formare delle onde riflesse che possono divenire stazionarie se con lunghezza d’onda uguale o multipla dello stesso ambiente. In questo caso si assiste al fenomeno dell’interferenza costruttiva in grado di potenziare l’ampiezza dell’onda.

La figura 6 mostra un sonogramma con la sovrapposizione di diversi segnali complessi come possono avvenire in natura. E’ possibile notare le bande orizzontali indicanti gli armonici in funzione del tempo, non tutti in rapporto intero tra loro perché appartenenti simultaneamente a diversi segnali. L’analisi del segnale è stata ottenuta attraverso la trasformata di Fourier, utilizzando una finestra di analisi di tipo Blackmann con risoluzione di 2048 bande. In tal modo è stato possibile avere una sufficiente definizione spazio-temporale.

Questi processi fisici sono alla base della tecnologia B.E.F.E.C.®.

Allo stesso modo, gli edifici ed i manufatti possono, infatti, entrare in risonanza con le onde elettromagnetiche indotte memorizzando per quel fenomeno alcune frequenze, le quali saranno poi in grado di polarizzare le molecole d’acqua, potenziando le proprietà di risalita capillare.

E’ chiaro che l’acqua non è sensibile ad ogni frequenza del campo elettromagnetico, tuttavia alcune frequenze saranno più recettive e in grado di potenziarne le caratteristiche elettroniche.

I convertitori B.E.F.E.C.®, pur essendo passivi (cioè non sono delle sorgenti energetiche) si comportano come dei “risuonatori” suscettivi a diverse frequenze caratteristiche scelte sperimentalmente in funzione delle armoniche che, durante i diversi anni di sperimentazione, hanno dimostrato essere le più efficaci.

Matteo Fanni Canelles

(Dott. in Scienze Geologiche)