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Santa Maria degli Angeli – Redentore


Luogo: Venezia
Anno: 2005

La chiesetta di S. Maria degli Angeli è anteriore all’arrivo dei Cappuccini a Venezia ( 1539 ) e servì loro da chiesa sino alla costruzione della Basilica del S.S. Redentore.

Essa presenta una tipologia di danneggiamenti molto particolare, in quanto alcune pareti risultano prive di colore solo ad una certa altezza e non al di sotto, come sarebbe immaginabile se si trattasse semplicemente di umidità risalente, ed inoltre, all’esterno, in corrispondenza dei danneggiamenti interni, i mattoni – già precedentemente restaurati – si presentano nuovamente corrosi.

Si ricorda che il B.E.F.E.C.® System era già stato attivato sul comprensorio, il 10 settembre 2005.

10 settembre 2005 – Facciata di S. Maria degli Angeli con a fianco la cappella di S. Giovanni Battista
10 settembre 2005 – Facciata di S. Maria degli Angeli con a fianco la cappella di S. Giovanni Battista
Parete ovest interna – tipologia del danno non dovuto a capillarità né ad infiltrazione
10 settembre 2005 – Parete ovest interna – tipologia del danno non dovuto a capillarità né ad infiltrazione
Parete ovest esterna – mattoni già restaurati e nuovamente rovinati esattamente in corrispondenza della macchia interna
29 ottobre 2005 – Parete ovest esterna – mattoni già restaurati e nuovamente rovinati esattamente in corrispondenza della macchia interna
Parete ovest esterna – misurazione della resistenza elettrica su un mattone danneggiato e già restaurato – 9.000 , corrispondente a circa 95,80 kg d’acqua per tonn. di materiale inglobante
9 dicembre 2005 – Parete ovest esterna – misurazione della resistenza elettrica su un mattone danneggiato e già restaurato – 9.000 , corrispondente a circa 95,80 kg d’acqua per tonn. di materiale inglobante
Parete interna – medesima tipologia di danno
30 ottobre 2005 – Parete interna – medesima tipologia di danno
Parete interna – medesima tipologia di danno
30 ottobre 2005 – Parete interna – medesima tipologia di danno
Misurazione della resistenza elettrica sulla zona danneggiata della foto precedente – 2.000.000 , corrispondente ad una presenza non significativamente valutabile d’acqua per tonn. di materiale inglobante
20 novembre 2005 – Misurazione della resistenza elettrica sulla zona danneggiata della foto precedente – 2.000.000 , corrispondente ad una presenza non significativamente valutabile d’acqua per tonn. di materiale inglobante
Rilevazioni
20 novembre 2005 – La rilevazione, fatta a pochi centimetri di distanza dai due punti ove è stata eseguita la misurazione precedente, indica 300.000 , corrispondente ad una presenza non significativamente valutabile d’acqua per tonn. di materiale inglobante. Tuttavia, questa forte differenza fra resistenze a così piccola distanza l’una dall’altra, conferma che la presenza di sali è in grado di influire – seppur in minima misura – sui dati ottenibili.
Il PROTIMETER segna come a rischio le zone prive di colore e come asciutte quelle con colore integro – in questo caso lo strumento dà 184, situazione a rischio
13 maggio 2006 – Il PROTIMETER segna come a rischio le zone prive di colore e come asciutte quelle con colore integro – in questo caso lo strumento dà 184, situazione a rischio
Asciutto
13 maggio 2006 – Parete con colore integro – il PROTIMETER segna 156, asciutto
Parete con colore integro – il PROTIMETER segna 139, asciutto
13 maggio 2006 – Parete con colore integro – il PROTIMETER segna 139, asciutto
Base di una finestra colore integro – il PROTIMETER segna 134, asciutto
13 maggio 2006 – Base di una finestra colore integro – il PROTIMETER segna 134, asciutto
il PROTIMETER segna 188, a rischio
14 maggio 2006 – Misurazione su parete priva di colore – il PROTIMETER segna 188, a rischio – queste incongruenze obbligano a fare le valutazioni successive mediante l’uso della pasta rossa
Immagine dell’entrata dell’acqua alta nella chiesa
16 settembre 2007 – Immagine dell’entrata dell’acqua alta nella chiesa
Situazione del pavimento con sali dopo il ritiro dell’acqua alta il giorno prima
3 novembre 2007 – Situazione del pavimento con sali dopo il ritiro dell’acqua alta il giorno prima
Accertamento dell’assenza di umidità mediante pasta rossa, che vira dal giallo al rosso in presenza d’acqua e non è sensibile a quella di sali
3 novembre 2007 – Accertamento dell’assenza di umidità mediante pasta rossa, che vira dal giallo al rosso in presenza d’acqua e non è sensibile a quella di sali
Si è spalmata contemporaneamente della pasta rossa su un bicchierino e su una parete.
25 novembre 2007 alle ore 08:52 – Inizio dell’esperimento a riprova che i muri della chiesa privi di colore risultano umidi esclusivamente per l’assorbimento dell’umidità atmosferica da parte dei sali presenti su di essi – Si è spalmata contemporaneamente della pasta rossa su un bicchierino e su una parete.
La pasta in presenza di un’umidità relativa del 76,7% ha virato dal giallo al rosa
25 novembre 2007 alle ore 09:45 – La pasta in presenza di un’umidità relativa del 76,7% ha virato dal giallo al rosa …
in azione...
…ed ha assunto lo stesso colore di quella spalmata contemporaneamente sulla parete
il B.E.F.E.C.® System – asciugando i muri – ha reso l’ambiente molto più secco che all’esterno.
25 novembre 2007 alle ore 09:45 – Misurazione esterna dell’umidità relativa : 94,4% con 17,7 punti percentuali in più che all’interno, il che significa che il B.E.F.E.C.® System – asciugando i muri – ha reso l’ambiente molto più secco che all’esterno.